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Le sfide, gli obiettivi, il futuro delle Scuole del Patriarcato Latino e i rapporti con l'Italia

febbraio 19, 2019

Le sfide, gli obiettivi, il futuro delle Scuole del Patriarcato Latino e i rapporti con l'Italia 

Un'intervista a 360 gradi con il Direttore Generale delle Scuole del Patriarcato Latino di Palestina e Israele don Iyad Twal

di Francesco Cavalluzzo

 

Le Scuole del Patriarcato Latino sono degli istituti scolastici privati di matrice cristiana. Il primo istituto scolastico creato sotto l’egida del Patriarcato Latino risale al 1854. Tali istituti nascono con l’obiettivo di salvaguardare la presenza cristiana in Terra Santa. Oggi sono presenti in Giordania, Israele, nei Territori Occupati Palestinesi e nella Striscia di Gaza. Le scuole del Patriarcato Latino contano 44 istituti per un totale di circa 20.000 studentesse e studenti. Esse comprendono scuola materna, scuola primaria e scuola secondaria e sono aperte a studenti di ogni credo religioso.

 

Il Direttore Generale delle Scuole del Patriarcato Latino di Palestina e Israele, don Iyad Twal, ha risposto ad alcune domande al fine di chiarire le caratteristiche, le sfide e gli obiettivi delle Scuole del Patriarcato Latino in Palestina.

 

Le Scuole del Patriarcato Latino nascono per preservare la permanenza cristiana in un territorio a maggioranza musulmana. Ci può dire qual è il contributo che le scuole del Patriarcato Latino danno oggi alla salvaguardia della presenza cristiana in Palestina?

 

Le Scuole del Patriarcato Latino sono legate alle parrocchie e lavorano in simbiosi con loro. C’è una relazione biunivoca tra la vita pastorale della Chiesa e la missione educativa di parrocchia e scuola. Sulla base di ciò le scuole preservano la presenza cristiana attraverso un’offerta formativa di qualità, offerta di posti lavoro e tutela del retaggio culturale e dei valori cristiani all’interno della società.

 

Sebbene aperte agli studenti di ogni credo religioso, le scuole del Patriarcato Latino rivendicano tutt’oggi la loro base cristiana. Come si concilia l’aspetto secolare dell’educazione scolastica con la struttura cristiana delle Scuole del Patriarcato Latino?

 

Devo innanzitutto premettere che non si registra alcuna contraddizione tra la struttura cristiana delle Scuole del Patriarcato e gli elementi laici dell’educazione. Anzi devo aggiungere che i due elementi si completano a vicenda. Le scuole seguono i programmi scolastici definiti dal Ministero dell’Istruzione. A ciò noi aggiungiamo i metodi, i valori e un approccio ben radicato nella tradizione cristiana ossia un orientamento che pone al centro il rispetto della persona e della dignità umana al di là del credo e della fede professata.

 

Cosa spinge le famiglie di altre fedi religiose ad iscrivere i propri figli in una scuola cristiana?

 

Le Scuole del Patriarcato sono uno spazio di dialogo e rispetto. La compresenza di studenti, professori e personale amministrativo di fedi differenti fa si che l’istituzione scolastica si sviluppi come un luogo aperto, di confronto e di comprensione reciproca. La conoscenza dell’altro fa si che si sviluppino dei rapporti costruttivi che abbattono i pregiudizi e che contribuiscono ad una maturazione dell’individuo libera, onnicomprensiva e scevra di mistificazioni. Le famiglie di altre fedi ci riconoscono questo merito e intendono far maturare i loro figli in un ambiente come il nostro. A ciò bisogna aggiungere ovviamente l’attenzione verso lo studente e l’educazione di qualità e all’avanguardia che i nostri istituti forniscono.

 

Spesso musulmani e cristiani sono considerati agli antipodi mentre nelle scuole del Patriarcato Latino studiano insieme e spesso partecipano a workshop e tavole rotonde su tematiche legate alla spiritualità e alla religione. Ciò contribuisce a creare unità tra gli studenti a prescindere dal credo religioso e consente uno scambio di conoscenze reciproche che contribuisce ad abbattere barriere e pregiudizi. Partendo da questa considerazione, quale ritiene sia il contributo che le scuole del Patriarcato Latino danno alla società palestinese.

 

Lo Scuole sono l’esempio pratico e quotidiano che è possibile vivere insieme al di là delle differenze religiose e di credo. Le nostre scuole sono un micro-cosmo che rappresenta in toto la molteplicità e la complessità della società palestinese. Ci sono i poveri e i ricchi, cristiani e musulmani, chi proviene dalla città e chi dalla campagna, tutti insieme. I nostri studenti condividono la quotidianità e imparano a conoscersi. Non dobbiamo dimenticare che i giovani di oggi saranno gli uomini e le donne del domani e pertanto riteniamo che studenti cresciuti in un ambiente variegato contribuiranno a creare una società più aperta, libera e rispettosa dell’altro. Noi crediamo, inoltre, che la religione è e deve essere un elemento costitutivo di un bene comune e di una società. Più che elemento divisivo, la religione è un elemento collettivo che caratterizza l’identità e la storia dell’individuo.  Ciò è particolarmente vero in Terra Santa dove le religioni sono parte dell’identità nazionale. Pertanto il legame verso la religione e la spiritualità che si respirano nei nostri istituti vuole costituire le basi di un’unione indissolubile tra i giovani e il territorio.

 

In seguito alla visita del Papa ad Abu Dhabi, Sua Santità Papa Francesco e il Grand Imam di Al-Azhan Ahmed Al-Tayyed hanno siglato il Documento sulla Fratellanza Umana. In questo documento si afferma che la fratellanza umana “abbraccia tutti gli umani, li unisce e li rende uguali” e che “in nome della fratellanza si dichiara di adottare la cultura del dialogo”. Come viene applicato il concetto di dialogo sancito in questo documento? Può farci degli esempi concreti?

 

Il concetto di dialogo e fratellanza ribadito da Sua Santità e dal Grand Imam di Al-Azhan costituisce le fondamenta sono cui si erge l’istituto scolastico del Patriarcato Latino. Basta soltanto visitare le nostre scuole e si può vedere l’applicazione pratica di questi principi. I nostri studenti e i nostri docenti abbracciano uno spirito di condivisione che si manifesta nella realizzazione degli obiettivi formativi delle scuole. I rapporti si sviluppano su un livello paritario e fraterno. Ogni festa religiosa si rispetta e si onora. Ad esempio nelle scuole si celebra il īd al-fiṭr (la festa di chiusura del Ramadan). Nella scuola di Jenin (città a nord della Cisgiordania) si insegna come fare l’Hajj (il pellegrinaggio alla Mecca).

 

Quali sono le principali sfide che le Scuole del Patriarcato Latino devono affrontare nel 2019?

 

Le Scuole sono chiamate ad affrontare due principali sfide, strettamente connesse tra di loro: educazione di qualità e aspetto economico.

Noi vogliamo fornire un modello di educazione che sia al passo con i tempi e che riesca ad affrontare positivamente le sfide della modernità e del progresso tecnologico. Stiamo dando avvio un processo pedagogico che si strutturi lungo i binari dell’E-Learning e della digitalizzazione. Pertanto praticamente stiamo cercando di aggiornare le infrastrutture digitali presenti nelle nostre scuole. A ciò si aggiunge la necessità di formazione del corpo docente affinché i nostri insegnanti siano in grado di applicare efficientemente gli strumenti informatici.

Per quanto riguarda l’aspetto economico bisogna dire che le Scuole del Patriarcato di Palestina non ricevono alcuna sovvenzione pubblica, ma vivono grazie alle rette delle famiglie e al sostegno del Patriarcato Latino. Le rette sono molto basse e cercano di rispondere alle esigenze delle famiglie. Tuttavia non sempre le famiglie riescono a provvedere al loro pagamento. Non dobbiamo infatti dimenticare che il tessuto socio-economico palestinese è fortemente danneggiato dall'occupazione militare israeliana. Questa crea disoccupazione e povertà e condiziona l’incapacità delle famiglie di ottemperare alle proprie rette. Tali aspetti creano una condizione di forte precarietà economica che condiziona il lavoro dei nostri istituti.

 

In Palestina ci sono molte ONG italiane ed è inoltre molto attiva la rete diplomatica italiana e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). Qual è il rapporto delle Scuole del Patriarcato Latino con gli attori italiani presenti in loco?

 

Esiste un rapporto molto buono tra il Patriarcato Latino e la Cooperazione Italiana. In passato l’AICS ha contribuito alla riqualificazione di alcuni istituti scolastici, ma al giorno d’oggi le relazioni sono particolarmente limitate. Noi riconosciamo il contributo innegabile che la diplomazia italiana apporta alla valorizzazione dei nostri territori e ci auspichiamo che per il futuro si possano sviluppare dei progetti congiunti. Noi siamo molto legati all’Italia e ultimamente abbiamo sviluppato un rapporto molto stretto con l’ONG italiana RTM, focalizzata nell’educazione prescolare. Grazie alla professionalità e alle competenze di RTM, puntiamo a migliorare il contributo formativo fornito in sei dei nostri asili. 

 

Cosa si auspica per il futuro delle Scuole del Patriarcato Latino?

 

Nonostante alcune criticità, legate soprattutto a elementi di carattere finanziario, vedo tutta la fiducia che le famiglie dei nostri studenti ripongono in noi. Ciò ci spinge ad andare avanti cercando di fare sempre del nostro meglio. Abbiamo alcuni progetti in cantiere. Puntiamo sull’energia rinnovabile infatti già in alcuni istituti abbiamo installato dei pannelli solari. Data inoltre la penuria d’acqua che caratterizza i nostri territori, stiamo puntando alla creazione di centri di raccolta d’acqua al fine di assicurare l'indipendenza idrica dei nostri istituti. Un elemento sul quale sto puntando molto è la salvaguardia e la valorizzazione dello spazio verde. Sono convinto che la natura rappresenti un elemento formativo per lo studente e pertanto stiamo puntando alla creazione di spazi verdi che possano fungere da luoghi di incontro e di ristoro per i nostri studenti.

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